sabato 30 marzo 2013

29 marzo - Marco e Luca: Nevegal - Nicola: partenza per il corso



Luca e Marco, al primo cambio pelli
Dopo un giorno di pausa - che io ho dedicato al recupero e a fare la visita medica per avere il certificato medico per attività sportiva agonistica - ci troviamo in Nevegal alle 9.30 per un altro allenamento.
Il tempo è sempre instabile, con strati di nuvole e nebbia: solo in qualche momento le nuvole si alzano per far intravvedere qualche cima innevata e, giù nella valle, la città di Belluno.
Ci fa compagnia Matteo Mares, che ci segue su per la Coca, perdendoci di vista quando tiriamo, ma recuperandoci quando rallentiamo il passo per recuperare.
Facciamo la Coca e poi scendiamo fino da Sitta, per risalire di nuovo fino all'arrivo della seggiovia della Coca, intervallando un'andatura a ritmo medio con qualche ripetuta. Le condizioni della neve sono pessime: mentre nella prima discesa riusciamo anche a fare un paio di curve, quando puntiamo gli sci a valle per il rientro dalla seconda salita, la neve si è deteriorata e sciare risulta quasi impossibile. Andiamo quindi giù diritti, mentre una neve pesante e bagnata ci frena senza che sia necessario fare nessuna curva: fatica, senza godimento!

27 marzo - Allenamento "lungo" a Falcade

Finalmente riusciamo a combinare un allenamento tutti assieme a Falcade.
Il tempo sembra più clemente e, complice anche la scarsa presenza di sciatori, decidiamo di sfruttare le piste del comprensorio TreValli.
Partiamo alle 15.00 da Caverson e raggiungiamo il Valles. Quando siamo quasi al passo, le nuvole si aprono e scoprono le montagne cariche di neve e un cielo azzurro: iniziamo a sperare in una finestra di bel tempo.
Quando attraversiamo la strada del passo per puntare al Col Margherita,  siamo invece di nuovo nella nebbia. Seguiamo in salita i paletti che delimitano la pista e la nebbia si solleva quando siamo oramai all'arrivo della funivia: via le pelli e giù, verso il passo San Pellegrino, sfruttando un momento di visibilità.
Durante la discesa facciamo alcune prove di sciata in sincornia, immaginando di essere legati dalla famosa corda che ci unirà per buona parte della gara. Marco e Nicola riescono ad essere regolari ma io stento a stare loro dietro. Chiaramente durante la gara dovrò essere io il primo della cordata in discesa essendo il più scarso dei tre quando si puntano gli sci a valle.
Dal passo risaliamo al Col Margherita, scambiamo due parole con un gattista che ci invita a non sciare sulla neve appena fresata.
Vorremmo scendere al lago Cavia, ripellare e quindi raggiungere Caverson passando per Le Buse, ma la nebbia non ci permette di vedere nulla. Non ci resta che ripercorrere la strada della salita, seguendo i paletti che delimitano la pista e senza i quali sarebbe impossibile il rientro.
La nebbia, oltre che a limitare a pochi metri la visibilità, ci penetra nelle ossa e arriviamo a Caverson gelati (in particolare io e Marco). Entriamo al bar e ci beviamo un thè caldo, per cercare di riacquistare la temperatura. Oltre al thè saranno necessari i 45 minuti del tragitto fino a casa col riscaldamento dell'auto a manetta e, una volta a casa, una doccia infinita.
Abbiamo percorso, alla fine del pomeriggio, circa 1650 mt di dislivello.

26 Marzo - Luca: Passo Valles - Nicola e Marco: Nevegal

La macchina spolverata di neve
Luca: il tempo come da previsioni è pessimo ma una giornata in ufficio è per me una motivazione sufficiente per sfidare le intemperie.
Da Caverson al Valles, senza sforzarmi, per cercare di amare il terreno pianeggiante che non riesco a digerire e dove faccio più fatica che in salita. Discesa nella nebbia sulla pista degli innamorati, senza storia.
E continua a nevicare.

Nicola e Marco: Marco e Nicola sono in Nevegal a fare ripetute: le condizioni non sono delle migliori ma almeno loro sono in compagnia!

lunedì 25 marzo 2013

25 Marzo - Luca e Nicola: Nevegal

Nicola gode della sciata
Zoccolo
Le previsioni della settimana

Dopo una domenica dedicata al riposo, il pomeriggio del lunedì sarebbe stato dedicato all'allenamento.
Il cielo grigio e la pioggerellina leggera non è mai stimolante per l'attività all'aria aperta ma, quando il gioco si fa duro...
E quindi eccoci, io e Nicola,  a orari diversi per ragioni legate al lavoro, ad affrontare il Nevegal, approfittando anche degli impianti chiusi.
La Coca è un disastro, con dieci centimetri di neve pesante che si incolla alle pelli in salita e frena gli sci in discesa. La visibilità a tratti è anche decente, purtroppo però dove la neve è peggiore: questo non ci permette di godere nè della salita nè della discesa.
Comuque Nicola porta a casa una salita tranquilla, un "lento"; io due risalite intervallate da alcuni tratti "tirati".
E per entrambi abiti intrisi di sudore e pioggia, mentre le previsioni lasciano  poche speranze.

domenica 24 marzo 2013

24 Marzo - Marco: Nevegal


Il piazzale del Nevegal domenica 24 marzo
Domenica 24 marzo il tempo ha deciso di essere inclemente.
Io e Nicola ci riposiamo dopo una settimana intensa e Marco, che per impegni lavorativi è dovuto stare fermo, è costretto a buttarsi nella nebbia per far girare le gambe.
Improponibile andare in quota, rimane il Nevegal, dove il tempo non è certamente favorevole, ma almeno c'è la sicurezza di riuscire a ritornare alla macchina. Grande Marco!

23 Marzo - Luca e Nicola: Marmolada dal passo Fedaia

Nicola in salita
Io e Nicola partiamo alle 9.00 da Belluno per raggiungere il passo Fedaia.
La giornata è fantastica, la temperatura perfetta - forse anche troppo caldo -  e c'è pochissima gente in pista.
Nonostante questo la salita si rivela faticosa, sia per me sia per Nic, che paga la prestazione del giorno prima. Nessun problema: saliamo a ritmo lento chiacchierando con diversi sciatori: molti sono sconosciuti che ci incitano e ci fanno i complimenti; altri sono amici o vecchi amici che ci riconoscono e si fermano per fare due parole. Dalla cima scendiamo subito e ci beviamo due radler al chiosco del passo. La strada è chiusa dal lato trentino e l'atmosfera è bellissima.Ci sono inoltre numerosi sciatori in costume d'epoca perchè ricorre il centenario della prima discesa con gli sci dalla regina delle Dolomiti. Immagino che i primi che sono scesi con gli sci dalla Marmolada, avranno raggiunto la cima a piedi e quindi, penso, abbiamo omaggiato anche noi la Marmolada per questa ricorrenza, anche se non in costume d'epoca!

22 marzo - Nicola: Marmolada - Luca: Col Margherita

La Madonna di Punta Rocca
Nicola: Nicola ha deciso di fare il suo test e la mattina si scatena in Marmolada. Parte da Malga Ciapela e a ritmo gara arriva al passo per puntare diritto a Punta Rocca. E' scatenato. Questo il suo messaggio delle 12.03: "Attenzione, attenzione!! Messaggio urgente!! Vi comunico che in Marmolada non c'è più neve! Ha preso fuoco al mio passaggio!"

Effettivamente 2 ore e 4 minuti da Malga Ciapela a Punta Rocca, con un "intertempo"  di 46 minuti fino al passo - sono un super tempo, considerando anche l'attrezzatura quasi turistica di Nic!
Certo dopo ha visto...la Madonna!

Autoscatto
Luca: io come da programma mi alzo alle 6.00 e alle 6.30 sono in pista. Altra giornata straordinaria e "scalo" il Col Margherita per scendere su neve da favola al San Pellegrino. Da qui di nuovo al Col Margherita e poi al Valles. Nel camper mi lavo meglio che posso e poi via in ufficio. Ore 8.45.

In ufficio sento Nicola e ci accordiamo per andare in Marmolada l'indomani, partendo dal Fedaia e senza tirare. Marco purtroppo in questi giorni è impegnato al lavoro: non ha voluto ascoltare il mio suggerimento di chiedere il part time o quello di Nicola, più netto, di licenziarsi.

21 marzo - Luca: Col Margherita e pernotto al passo Valles

Panorama serale: Mulaz, Focobon, Agner
Per ottimizzare gli spostamenti, decido di pernottare in camper al Valles dopo il lavoro.
Prima, per sfruttare la serata, parto dal passo e vado all'arrivo della seggiovia che parte dal Sussy. La serata è straordinaria e decido di puntare al Col Margherita. Fantastico.
Tornato in camper mi lavo alla meglio e mi preparo per l'indomani. Punto la sveglia alle 6.00 con in mente questo programma: Valles - Col Margherita - San Pellegrino - Col Margherita - Valles.

20 Marzo - Nicola: Ripetute

Nicola dedica l'allenamento del martedì alle ripetute in salita, sempre in Nevagal, la nostra "palestra".
Questo marzo molto poco primaverile infatti ci permette di avere ancora condizioni invernali e in quindici minuti di auto è possibile assere già con gli sci ai piedi. Fantastico!

19 Marzo - Luca: test marmolada; Marco e Nicola: Nevegal

Malga Ciapela - Punta Rocca
Le creste del Nevegal
Luca. Sveglia alle 6.00 e partenza alle 6.30 da Malga Ciapela. Decido di tenere un buon passo senza correre, per capire il ritmo che ho nelle gambe. Odio i tratti in piano e sono felice quando arrivo al passo Fedaia. Per fortuna metà della salita la condivido con un altro scialpinista, che lavora agli impianti del Padon e sta andando a lavorare...Beato lui! Dal passo solita fatica sulle rampe che conducono a Punta Rocca.


Sono contento quando, in cima, fermo il cronometro poco oltre le due ore: certo rimane il problema di altitudine ma dovrebbe essere alla mia portata il primo cancello del Mezzalama.Torno all'auto e prima delle 10 del mattino sono in ufficio.

La salita verso il rifugio Bristot
Marco e Nicola. Marco sfrutta invece la "pausa pranzo", accompagnato da Nicola, per andare in Nevegal. Qui, pella e ripella, Marco percorre 1200 mt di dislivello e Nicola, che può fermarsi di più, finisce il pomeriggio con 2000 mt di salita nelle gambe.

18 Marzo - Merelli e notte in camper

I Merelli nel camper
Lunedì il tempo è pessimo.

Devis di Kiwi Sport, dove ho acquistato gli scarponi, mi contatta e mi dice che martedì devo portarglieli, così li consegna al rappresentante mercoledì e giovedì dovrebbero essere in fabbrica per essere controllati.

Gli faccio presente che non posso rimanere ora senza e lui, gentilissimo, si offre di prestarmi i suoi Alien (anche se sono un numero più grande del mio) e i suoi sci Merelli. Sono in debito con lui.

Quindi martedì ho il "set di cortesia" di Devis e la sera, dopo lavoro, prendo il mio piccolo camper e mi porto a Malga Ciapela. Punto la sveglia alle 6.00 per essere pronto a fare il mio test personale sui 1800 mt di dislivello fino a Punta Rocca. E a nanna.

17 Marzo - Serva e Drei Zinnen Ski Raid

Serafino in salita sul Serva
La spossatezza della domenica ci ha aperto gli occhi: dobbiamo fare quota. Siamo fortunati: abbiamo a pochi km da casa le Dolomiti e numerosi passi oltre i 2000 mt. E poi la Marmolada vesita di bianco grazie alla tanta neve di una stagione straordinaria.

Io dedico la domenica - dal tempo instabile - alla salita assieme all'amico Serafino del monte Serva con i ramponi e gli sci sulla schiena (che è stata una mezza avventura); Marco riposa e Nicola è in gara a Sesto.


La classifica della Drei Zinnen
La gara di Nicola si rivela un altro buon test per vedere il distacco dai conoscenti più agguerriti.
Nicola, tra l'altro, passa la notte prima della gara in tenda, con Linda, la sua ragazza, che lo sosterrà durante la gara. Grandissimi!

Iniziano le danze

Dopo la cena del 14 marzo,  il primo allenamento "dedicato" al Mezzalama, orientato a conoscerci, è stabilito per il 15 pomeriggio. Marco è occupato al lavoro, Nicola è libero e io riesco ad abbandonare il posto di lavoro nel pomeriggio e alle 15.30 sono da Nicola. Meta: Nevegal.
Eccoci quindi sul colle dove siamo nati come sci alpinisti, per fare la prima uscita. Col Canil - rifugio Bristot - Col Toront, discesa fino al Col Canil e su di nuovo. 1200 mt di dislivello e una radler allo Slalom con l'amico Bruno, incontrato alla fine della seconda salita, per chiudere la giornata.

Ma il vero test, il vero campo di allenamento, è la Marmolada.
Ecco che io e Marco venerdì sera programmiamo per il giorno dopo, sabato 16 marzo, un "lungo" sui pendii della Regina delle Dolomiti. Nicola riposa, in vista della gara - la Drei Zinnen Ski Raid - della domenica.

La crepa sullo scafo
Sabato, mentre aspetto Marco e sistemo l'attrezzatura, faccio una triste scoperta: i miei scarponi Alien, acquistati da pochi mesi, sono rotti: gli scafi di entrambi hanno vistose crepe vicino allo snodo e anche il gambetto in carbonio è rovinato.
Sono fiducioso, visto che gli scarponi sono nuovi, che la SCARPA me li sostituirà. Voglio essere positivo.

Con Marco partiamo da Malga Ciapela, arrivati al passo, saliamo per Pian dei Fiacconi.
Sensazioni: pessime! Siamo entrambi stanchi, lenti nell'ascesa, pensiamo di fermarci ma tiriamo avanti; le inversioni sono una sofferenza. Guadagnamo la cima solo grazie alla forza di volontà. Sfiniti.
La discesa fuoripista, per me che non sono un grande sciatore, è la mazzata finale, nonostante le buone condizioni della neve.
Ci troviamo al bar al passo Fedaia a recuperare le energie e i sali minerali e a discutere del perchè.
Realizziamo finalmente che quello che ci può frenare alla gara è in primo luogo la quota e che quindi su questo, in primo luogo, bisogna lavorare e concentrarsi.

sabato 23 marzo 2013

Organizzare gli allenamenti

Avevamo deciso e ora bisognava organizzare gli allenamenti.
Durante la cena e nei giorni precedenti, del percorso una sola cosa ci aveva impensierito: il primo cancello orario!

Il primo cancello orario, posto a quota 3800 metri, ha come tempo limite le 2 ore e 30.
Quindi l'obiettivo principale era fare dislivello, pari o superiore a 1800 metri, possibilmente assieme.
Ma ecco la prima difficoltà, quella di norganizzarci per conciliare impegni di lavoro e allenamenti.

Ma Marco, il più tecnologico, ha una grande idea: creare, grazie a WhatsApp, un gruppo, chiamato, tanto per mettere i puntini sulle i, "Il 1/2lama delle 1/2seghe".
Straordinario.

Cosa centriamo noi?

Nicola Savi
Marco Dalle Mule
Luca Vignazia

Una scommessa tra amici ad una cena un po' troppo allegra; i primi allenamenti; qualche gara di sci alpinismo; la defezione del "capo squadra"; l'accettazione della squadra da parte dell'organizzazione della gara; l'individuazione del sostituto: il team era pronto!
Per noi - Marco, Nicola, Luca - rimanevano solo due cose da fare: la prima era decidere se andare veramente e la seconda era pagare l'alta (duecento euro a testa) quota di iscrizione.

Forse la quota è alta perchè la gara si svolge ad alta quota? Chissà.

Bisognava decidere entro il 15 marzo, termine ultimo per il versamento. Era il 14 marzo: un'altra cena - sempre a casa di Marco - con cibo messicano e pc sul tavolo per capire i dislivelli, i cancelli orari, la lunghezza, i tempi.
Una breve discussione, senza peraltro analizzare nessuno dei dati in nostro possesso. Non poteva andare diversamente poichè nessuno di noi, in fondo, era ed è una persona seria e responsabile. Conclusione della serata: ci possiamo provare!

Il Trofeo Mezzalama

Una gara di sci alpinismo storica - nata nel lontano1933 - impegnativa, che si sviluppa per gran parte del tracciato alla quota di 4000 mt: questo è il Trofeo Mezzalama. I ghiacciai su cui si sviluppa il percorso sono quelli valdostani che ammantano le vette del Monte Rosa, a monte di Cervinia, di Champoluc e di Gressoney.

La gara  di scialpinismo più alta delle Alpi il cui tracciato fa raggiungere agli sci alpinisti la vetta del Castore (m 4226) e il Passo del Naso dei Lyskamm (m 4150).