lunedì 29 aprile 2013

29 aprile - Riprende il conto alla rovescia: il Mezzalama si farà il 4 maggio!

Con la comunicazione da parte dell'organizzazione che la gara era stata rimandata e nell'attesa di conoscere la nuova data per la competizione, avevamo ripreso con gli allenamenti, puntando sulla qualità e  sulla quota, senza sacrificare l'aspetto escursionistico e compatibilmente con gli impegni lavorativi (Nicola, impegnato nell'ultimo modulo del corso maestri di sci, non avrebbe potuto fare molto).
Il 25 aprile, giorno di festa e di bel tempo, con l'amico Serafino ho raggiunro Punta Penia, con partenza dal passo e facendo traccia su neve ancora non battuta  dall'inizio del catino che porta al crinale e poi alla cima. Giornata fantastica, nonostante la alzataccia alle 4.45 della mattina. Dopo un venerdì e ed un sabato di pioggia continua,  le previsioni indicavano per domenica una finestra di tempo variabile con qualche tratto di sereno.
Eccoci quindi, io e Marco, di nuovo in Marmolada. Questa volta l'allenamento previsto era una salita secca a Punta Rocca, per non affaticarsi fisicamente e psicologicamente.
Marco purtroppo non era in giornata, anche a causa di un torcicollo che l'aveva infastidito per tutta la settimana: la sua salita quindi è stata parziale e io nella nebbia - alzatasi dopo circa venti minuti dalla partenza - ho raggiunto la cima da solo e sono sceso alla cieca, in compagnia di tre simpatici sci alpinisti che, legati, stavano facendo le ultime prove per la discesa al Mezzalama.
Oggi, lunedì, come da programma, la comunicazione di Favre: la gara si farà sabato 4 maggio!
Breve scambio di messaggi su Whatsapp per pianificare le ultime uscite: Marco e Nicola mercoledì tenteranno un Nevegal estremo - visto la pochissima neve presente!; io mi porterò invece domani in San Pellegrino per una salita breve verso il Col Margherita. Per me sarà l'ultimo allenamento prima della gara e dedicherò i prossimi giorni per controllare nei dettagli l'attrezzatura e per preparare lo zaino con tutto il materiale necessario. La partenza per Cervinia è stata stabilita per la giornata di venerdì mattina, in auto: adesso inizia il vero conto alla rovescia.

mercoledì 24 aprile 2013

24 aprile - Mezzalama rimandato

Questo il comunicato dell'organizzazione:

Il Trofeo Mezzalama non si correrà il prossimo weekend.
Ancora una volta è il Monte Rosa a comandare, dopo lo slittamento di 15 giorni del 2009 e dopo il posticipo di un giorno nel 2011, anche quest’anno sono le condizioni meteo a influenzare le decisioni della Fondazione Trofeo Mezzalama.
«E’ da qualche giorno che siamo incollati ai monitor - ha detto Adriano Favre - per vedere l’andamento delle previsioni meteo in vista del prossimo weekend. Abbiamo sperato fino all’ultimo che il Monte Rosa ci concedesse una finestra di tempo buono, ma questa mattina dopo aver visto le ultime previsioni abbiamo deciso di non far correre il Trofeo Mezzalama il prossimo weekend. Ci siamo confrontati sia con Luca Mercalli per gli aspetti tecnici sia con la Regione Valle d’Aosta, infine insieme a Giorgio Pession, abbiamo ritenuto che spostare la partenza della gara fosse la scelta più giusta».
«Ci prendiamo qualche giorno - ha concluso il direttore tecnico del Trofeo - per scegliere la data più opportuna».



martedì 23 aprile 2013

23 aprile - Meno Tre

L'orologio su sito del Trofeo Mezzalama continua a ricordare agli iscritti quanto manca alla partenza: tre giorni, sei ore, cinquantacinque minuti, quarantuno secondi.
Anche se il countdown contiuna inesorabile, dai canali ufficiali iniziano ad arrivare notizie sulla possibilità che la gara venga rinviata: le previsioni per il week end infatti rimangono pessime.

«Per quanto riguarda la situazione meteo - ha concluso Favre - sappiamo che le previsioni non promettono nulla di buono, ma vogliamo essere sicuri dell’intensità della perturbazione che interesserà il Monte Rosa il prossimo weekend. Mercoledì in base allo studio delle previsioni meteo, prenderemo la decisione se far disputare regolarmente il Mezzalama sabato 27 aprile o spostarlo di qualche giorno».

Con questa notizia si conclude il comunicato odierno, in cui viene anche specificato che per la gara non saranno necessari i ramponi di acciaio ma saranno sufficienti quelli di alluminio.
Non ci rimane quindi che attendere domani, mercoledì, per sapere il giorno in cui affronteremo la competizione. Nel frattempo continuano i nostri preparativi: oggi io e Marco abbiamo comperato da Tutto Sport i copri pantaloni in piumino, resi obbligatori da quest'anno dal regolamento e nel pomeriggio al passo San Pellegrino, ho fatto una breve uscita per provare gli scarponi nuovi, che mi sono stati consegnati dalla SCARPA dopo un'altra crepa sullo scafo di quelli che già mi erano stati dati in sosituzione dei miei  rotti. Devo sottolineare la professionalità, cortesia e gentilezza del personale SCARPA, che contattati da me via mail giovedì pomeriggio, mi hanno telefonato subito venerdì mattina: in pochi minuti ci siamo organizzati per la sostituzione degli scarponi per lunedì. Straordinari.
L'uscita in San Pellegrino, nella nebbia e sotto una pioggerellina continua e con una neve bagnatissima, non è degna di nota se non per ricordare la quantità di neve ancora presente in montagna: se le temperature non saliranno in modo eccessivo, sarà possibile sciare molto a lungo. Una fortuna se, come sembra, il nostro Mezzalama verrà rimandato a maggio e sarà quindi necessario proseguire con le uscite di allenamento!

lunedì 22 aprile 2013

22 Aprile - Countdown




L'orologio del conto alla rovescia presente sul sito del Mezzalama www.trofeomezzalama.org avanza senza sosta: 4 giorni, 16 ore, 46 minuti, 16 secondi. Ormai il giorno della gara si sta avvicinando, ma dubbi sulla possibilità che la competizione si possa svolgere regolarmente, iniziano ad essere sempre più consistenti.
Le previsioni meteo per Cervinia, infatti, lasciano pochi spazi all'ottimismo; sabato, in quello che dovrebbe essere il giorno dello start, il tempo sembrerebbe essere pessimo; domenica, giorno alternativo previsto dall'organizzazione in caso di maltempo nella giornata di sabato, la situazione non parrebbe migliorare di molto. Potrebbe anche accadere che la gara venga rinviata di una settimana, come è già accaduto in passato. E' sicuramente ancora presto per avere la certezza dei dati meteo, ma lo scenario che va a delinearsi sta stravolgendo i nostri piani. Oramai è già deciso che la partenza che avevamo ipotizzato per giovedì 25 sarà rimandata ai giorni successivi, venerdì o addirittura sabato in caso di spostamento della gara a domenica: come sempre siamo in attesa di indicazioni da parte dell'organizzazione.
Gli allenamenti naturalmente non sono stati sospesi: ieri pomeriggio, in una finestra di bel tempo, abbiamo di nuovo raggiunto la cima della Marmolada. Nic ha provato gli sci e gli scarponi da gara imprestatigli da un amico e durante la discesa abbiamo provato a scendere legati.
Le condizioni del tempo non hanno aiutato la prova  in cordata: mentre il sole e il caldo ci hanno accompagnato per tutta la salita, al momento di scendere una fitta e gelida  nebbia ha reso il rientro veramente difficile e, solo grazie al gps di Marco e la nostra ormai ottima conoscenza della pista, non ci siamo persi sui pendii della Regina delle Dolomiti.
Il caldo dei giorni scorsi, tra l'altro, ha ormai reso impraticabile il campo di allenamento più comodo, il Nevegal: ora anche la pioggia sta sciogliendo l'ultima neve rimasta e la prospettiva che la gara possa essere rinviata di una settimana non ci fa molto piacere. Marco e Nicola mercoledì sono riusciti ancora a fare una risalita sulle piste del Colle -  io ho invece fatto una gita sulle Crode di Forca Rossa, sfruttando l'occasione anche per provare i ramponi di acciaio con gli Alien, con i quali avevo utilizzato sempre quelli leggeri in alluminio che, probabilmente, non potranno essere usati in gara a causa delle condizioni del ghiacciaio - ma è quasi probabile che questo sia stato l'ultimo allenamento in Nevegal della stagione.
Nel frattempo a Marco hanno cambiato lo sci rotto durante la Pizolada e stiamo organizzandoci per l'acquisto degli ultimi materiali necessari - i copri pantaloni resi obbligatori dal regolamento - e degli integratori che serviranno per affrontare le probabili 7/8 ore di competizione. Marco, navigando in internet, ha trovato sul sito della Enervit alcune indicazioni studiate ad hoc per l'Adamello Ski Raid e credo che ci atterremo a queste, in mancanza di una diretta esperienza in gare di scialpinismo così lunghe.




martedì 16 aprile 2013

14 aprile - La Pizolada


Gara di scialpinismo storica, la Pizolada si svolge sulle vette che guardano il passo San Pellegrino.
L'idea di partecipare ad una gara prima del Mezzalama, per fare un test delle nostre condizioni, era condivisa da tutto il gruppo. Non potevamo immaginare che avremmo fatto anche un test - severo -dei nostri materiali!
La gara ha un percorso lineare, non tormentato, senza un evidente connotazione alpinistica, tranne il facile canalone che è necessario percorrere per raggingere la cima del Col Margherita dalla parete nord, prima di buttarsi verso l'arrivo, posto di fronte alla partenza della funivia.
Quando lo starter ha detto "via!", ognuno di noi si è concentrato nella propria gara e il bilancio l'abbiamo fatto solo una volta tagliato il traguardo.
La classifica ha un valore relativo perchè la classifica è, sempre,  muta: non dice cosa c'è dietro al tempo fatto segnare dal cronometro e consegnato alla storia. Quello che la classifica non dice è lo zoccolo sulle pelli di Nicola, il mio volo con abrasione all'avambraccio e, sopratutto, lo sci rotto di Marco!
Mentre infatti io e Nic ci stavamo dissetando al ristoro dell'arrivo, chiedendoci dove fosse finito Marco, eccolo arrivare con tre sci, di cui uno sullo zaino! Lo Ski Trab Maestro aveva infatti ceduto, al cambio di assetto prima dell'ultima discesa: solo la disponibilità di un carabiniere addetto al percorso, che ha prestato il suo sci a Marco, gli ha permesso di arrivare a valle e di concludere la gara. E questo la classifica non può dirlo!
Certi in ogni caso della sostituzione dello sci difettato, non ci è rimasto altro che goderci la stupenda giornata di sole, l'ottimo cibo offerto dall'organizzazione ai concorrenti attendendo l'estrazione dei premi che, per chi come noi, il podio non lo vedrà mai, è l'unico modo per portare a casa qualche cosa!

11 aprile - Luca e Nicola: Mezzalama Training Camp - secondo giorno





Ci sono situazioni in cui è superfluo mettere la sveglia per alzarsi all’ora giusta: una di queste è quando pianti una tenda oltre i 3200 mt, quasi sulla vetta di una montagna, in inverno.
Infatti il vento, che alla sera ci aveva risparmiato, alle quattro e trenta della mattina aveva iniziato ad alzarsi e prima a sbattere, poi a schiacciare la tenda sulle nostre teste.
E’ bastato un “Nic, che dici..?” per avere una risposta lucida e confortante: “…se non aumenta di intensità dovrebbe reggere!”.  Da quel momento è stato solo un attendere le prime luci dell’alba, immaginando come fare nell’ipotesi in cui il vento strappasse i picchetti piantati nella neve, in un dormiveglia scandito da ora deboli, ora intense folate. Quando la luce ha iniziato debole a filtrare all’interno della Sierra Leone di Nicola, sono uscito e lo spettacolo di un alba dalla cima della Marmolada, ha fatto dimenticare la notte quasi insonne: come nella migliore tradizione, le cime delle vette sbucavano da un mare di nuvole e una luce straordinaria metteva in risalto la bellezza delle montagne. Ho chiamato Nicola perché si godesse anche lui l’alba, scattando alcune foto straordinarie con la facilità di chi si trova ad immortalare uno spettacolo perfetto.
Ma non c’era tempo da perdere: il vento non sembrava voler diminuire e l’idea di prepararsi la colazione in vetta doveva essere abbandonata. In pochi minuti quindi la tenda era smontata , con un affiatamento naturale e, senza bisogno di dirsi nulla, tutto era pronto per la discesa, con i pacchi ben fissati sul nostro bob. Nic, quasi maestro di sci, sapeva già da ieri che avrebbe dovuto condurre il bob in discesa e, senza esitazione, con una sciata sempre invidiabile e perfetta nonostante il carico legato all’imbrago, il bob venne portato sicuro al passo Fedaia, su di una pista perfetta con una neve fantastica! Smontato il tutto e caricata l’attrezzatura in auto, non rimaneva che fare la colazione: fuori  dal bar al passo, chiuso per fine stagione, c’erano alcune panchine e alcuni tavolini, sui quali abbiamo acceso il fornello e mangiato scaldandoci al sole dell’alba.
Il programma prevedeva un’altra salita fino alla cima e, dopo una breve briefing, eravamo già con le punte degli sci che puntavano verso monte. Eccoci quindi raggiungere, dopo poco meno di un’ora e mezza, ancora il luogo del nostro accampamento , con la neve già lavorata dai gatti, che mentre facevamo colazione, erano partiti per la Marmolada. Veloce cambio pelli e giù subito, di nuovo su neve fantastica, fino al passo. Due giorni straordinari ricchi di sensazioni e immagini che saranno ai primi posti tra i ricordi di questa serie di allenamenti in preparazione del mitico trofeo Mezzalama.

lunedì 15 aprile 2013

10 aprile - Luca e Nicola: Mezzalama Training Camp - primo giorno



C'era un'idea, nata chiacchierando con Marco e Nicola durante una delle prime salite in Marmolada dopo la decisione di partecipare al Mezzalama, che mi era rimasta in testa: dormire a Punta Rocca.
Dapprima si era pensato di chiedere un piacere agli addetti alla funivia e di farci portare il materiale (tenda, sacco a pelo, cibo) in cima alla Marmolada tramite gli impianti di risalita. Il tempo inclemente però aveva impedito che si riuscisse ad organizzare questo pernotto in altura prima della chiusura degli impianti.
Durante una delle risalite del week end precedente, il tarlo del pernotto a Punta Rocca era tornato a sollecitarmi e in un attimo, complice anche qui lo stimolo dato da Marco, l'idea era divenuta un progetto, da realizzare il prima possibile: trasportare la tenda e tutto il materiale con un bob trainato con la corda! Straordinario!
Al ritorno dalla due giorni in camper, pochi messaggi su Whats App e tutto era organizzato: Marco purtroppo non poteva venire, ma Nicola, sempre pronto ad accogliere le idee più strampalate, era entusiasta e avrebbe pensato a tenda, materassini e cena; io a bob, corda e colazione.
Mercoledì alle 16 eravamo al passo Fedaia, pronti per la risalita con il bob al traino.
Dopo i facili primi metri, quando la pista cominciava ad inerpicarsi, il bob iniziava farsi sentire: appena la pendenza aumentava, eravamo costretti a fare traversi, coordinando le inversioni affinchè il bob venisse trattenuto a turno da chi non era impegnato nella manovra. La corda tesa dal peso del bob e dal suo carico, tirava tantissimo sugli esili imbraghi da sci alpinismo e per l'inguine era una continua sofferenza: fare i muri della pista era faticoso, anche se il ritmo lento cui eravamo costretti dal peso del bob, ci permetteva di non essere in affanno. Uno scialpinista davanti a noi, che in condizioni normali avremmo raggiunto in pochi minuti, anche se lento, ci risultava imprendibile: il bob faceva la differenza. Dopo più di due ore la meta era comunque raggiunta: fortunatamente il tempo era bello, freddo ma senza vento e in pochi istanti l'accampamento era stato fatto: la Sierra Leone 2 di Nicola era montata con i materassini ed i sacchi a pelo dentro; il bob era ancorato al gancio utilizzato dai gattisti per fissare il verricello; l'acqua mista a neve era sul fornello a scaldarsi!
Con il passare dei minuti la temperatura aveva iniziato ad abbassarsi e avevamo deciso di portare il fornelletto nell'abside della tenda e di entrare per proteggerci dal freddo e quando l'oscurità aveva oramai spento i colori delle montagne, il risotto tailandese portato da Nic era pronto: sicuramente non il miglior risotto che avessimo mangiato, ma pur sempre qualcosa di caldo! Due battute, qualche foto subito messa on line su Facebook per condividere con gli amici questa esperienza, quattro parole con uno scialpinista solitario venuto su per la risalita serale (chissà cosa avrà pensato quando si è trovato davanti la tenda!) ed eravamo pronti per andare a "letto" dentro i nostri sacchi a pelo, in compagnia delle scarpette degli scarponi - in modo che il giorno dopo fossero calde e asciutte - lassù in una tenda, nell'immensità della Marmolada.



giovedì 11 aprile 2013

6 e 7 aprile - Marco e Luca: Marmolada Training Camp(er)


Il nostro pensiero dominante in questo percorso di preprarazione al Mezzalama è uno solo: quota.
Dobbiamo abituarci a fare fatica alla quota più vicina possibile a quella dove si svolgerà la gara.
Abbandonata l'idea di andare a provare il percorso dell'Adamello Ski Raid a causa delle previsioni incerte,
eccoci di nuovo in Marmolada per un "ritiro" di sci alpinismo di due giorni al passo Fedaia, ancora chiuso dal lato trentino per il pericolo di valanghe .
Partiamo venerdì sera alle 21.30 con il camper dei genitori di Marco e parcheggiamo al passo Fedaia.
Il programma è quello di fare dislivello sabato mattina, dedicare il pomeriggio a studiare i sistemi di legatura in cordata e occupare la domenica mattina con una salita ed una discesa legati con la corda.
Il programma viene rispettato: sabato siamo svegliati da un gatto delle nevi che si costruisce una rampa ad un metro da camper. Il tempo è nebbioso ma non ci scoraggiamo e miriamo a Punta Rocca; arrivati in cima le nuvole si diradano e scendiamo con il sole fino a metà salita per risalire di nuovo in cima, scendere ancora a metà e poi risalire per l'ultima volta, questa volta in una nebbia non fastidiosa. Abbiamo fatto circa 2600 metri di dislivello positivo. Scendiamo quindi al camper dove ci prepariamo un'ottima pasta.
Ordinata la cucina, andiamo a riposarci - nonostante il continuo passaggio di gatti delle nevi - quando il tempo finalmente si apre in un bellissimo pomeriggio e quindi in una serata stellata.
Dopo il riposo, manuali alla mano e indossati gli imbraghi con il piacevole sottofondo musicale di radio Capodistria, facciamo diverse prove di legatura, ragionando anche su quello che potrebbe essere il sistema migliore da adottare per la gara.
Dopo una birra al Ristorante al passo, ci preparaimo due wurstel per cena e terminato un match a briscola - dove vinco sempre - e poi a scopa - dove...perdo sempre! - andiamo a letto.
La domenica, fatta colazione, ci leghiamo in cordata e dirigiamo le punte degli sci verso la cima della Marmolada: le gambe sono fresche, nonostante la salita di ieri, e andiamo su veloci, mentre la corda non ci crea alcuna difficoltà.
La discesa la affrontiamo prima in pista, con Marco dietro - poichè è più bravo a sciare - e io davanti.
In pista la sciata da legati è facile e non ci crea difficoltà: decidiamo quindi di buttarci fuoripista, dove la situazione diventa più complessa. Dopo diversi tentativi, realizziamo che, ove possibile, conviene fare poche curve con lunghi traversi, per limitare sia  il richio di cadute sia la possibilità di passare sopra la corda con gli sci. Arrivati al camper, sistemiamo il tutto, ci beviamo una birretta all'oramai "nostro" bar e partiamo per rientrare a casa.
Due giorni straordinari, di vacanza "dietro casa", sulla regina delle Dolomiti, oramai nostra amica intima!










lunedì 8 aprile 2013

4 aprile - Il rientro dell'attrezzatura

Gli attacchi ATK RT revisionati
I nuovi Alien 1.0
Martedì finalmente Devis mi chiama e mi dice che gli scarponi che vanno a sostituire i miei che si erano rotti, saranno da lui da giovedì.
Ringrazio l'azienza SCARPA per la professionalità dimostrata sostiutendo i due scarponi in garanzia. Bravi!
Più o meno contemporaneamente il corriere mi riporta gli attacchi che, approfittando del fatto che avevo a disposizione l'attrezzatura in prestito di Devis, avevo deciso di inviare in fabbrica per far sostituire uno dei perni del puntale.
L'azienda ATK, velocissima e super professionale, in tre giorni mi ha sostituito i 4 perni, cambiato una leva che si era rovinata e revisionato anche le talloniere, chiedendomi solo le spese di spedizione nonostante usassi gli attacchi già da due anni. Bravi, anzi, di più. Venerdì mattina - felice - ho finalmente ricomposto la mia attrezzatura!

2 aprile - Luca: Nevegal

Il tempo ancora soleggiato ma la poca voglia di prendere l'auto, mi fa scegliere per il vicino colle: il Nevegal.
Con le piste oramai chiuse, la neve è calpestata solo dagli sci alpinisti e da qualche ciaspista.
Mi accompagnano anche Katia e Cagio.
Quasi due salite a buon ritmo con discesa impegnativa per le condizioni della pista, segnata da numerosi passaggi "congelati" in un incrocio rigido di tracce, cumuli, buche: un disastro.

1 aprile - Marmolada

Marco in salita fuori pista, quasi in cima
Le previsioni per il 1 di aprile mettono tempo buono e quindi ci organizziamo per affrontare di nuovo la Marmolada, ormai nostro terreno prediletto di allenamento.
All'ultimo momento si aggrega anche Matteo, che convinco ad abbandonare la valbelluna il cui cielo è coperto da nuvole alte, per vedere - finalmente - il sole in alta quota.
Dal passo fino alla diga e poi su, per Pian dei Fiacconi. L'idea di "aggredire" il pendio viene abbandonata quasi subito perchè Nicola non si sente bene e solo la forza di volontà gli permette di non mollare e raggiungere Punta Rocca. Matteo, anche lui stanco, ci attende al rifugio Pian dei Fiacconi.
Discesa soddisfacente fino al rifugio e, poi, senza storia.