Eccoci quindi sul colle dove siamo nati come sci alpinisti, per fare la prima uscita. Col Canil - rifugio Bristot - Col Toront, discesa fino al Col Canil e su di nuovo. 1200 mt di dislivello e una radler allo Slalom con l'amico Bruno, incontrato alla fine della seconda salita, per chiudere la giornata.
Ma il vero test, il vero campo di allenamento, è la Marmolada.
Ecco che io e Marco venerdì sera programmiamo per il giorno dopo, sabato 16 marzo, un "lungo" sui pendii della Regina delle Dolomiti. Nicola riposa, in vista della gara - la Drei Zinnen Ski Raid - della domenica.
| La crepa sullo scafo |
Sono fiducioso, visto che gli scarponi sono nuovi, che la SCARPA me li sostituirà. Voglio essere positivo.
Con Marco partiamo da Malga Ciapela, arrivati al passo, saliamo per Pian dei Fiacconi.
Sensazioni: pessime! Siamo entrambi stanchi, lenti nell'ascesa, pensiamo di fermarci ma tiriamo avanti; le inversioni sono una sofferenza. Guadagnamo la cima solo grazie alla forza di volontà. Sfiniti.
La discesa fuoripista, per me che non sono un grande sciatore, è la mazzata finale, nonostante le buone condizioni della neve.
Ci troviamo al bar al passo Fedaia a recuperare le energie e i sali minerali e a discutere del perchè.
Realizziamo finalmente che quello che ci può frenare alla gara è in primo luogo la quota e che quindi su questo, in primo luogo, bisogna lavorare e concentrarsi.
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